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29 giugno

Unwritten - Natasha Bedingfield

Unwritten - di Natasha Bedingfield

Traduzione:Non Scritto 

 

Non sono scritta, non riesco a leggere nella mia mente

 Sono indefinita, sto appena iniziando, la penna è

Nella mia mano,

la fine non è pianificata

Stavo fissando la pagina Bianca primca che tu

 Aprissi quella finestra sporca permettendo al sole

Di illuminare le parole che non riesci a trovare

Cercando di arrivare a qualcosa di distante

Così vicino che potresti quasi toccarlo

Dai sfogo alle tue innovazioni

Senti la pioggia sulla tua pelle

Nessun altro può farlo per te

Solo tu puoi permetterlo

 Nessun altro, nessun altro

Può dire le parole che escono dalle tue labbra

Può infangarti con cose che non hai detto

Vivi la tua vita con le braccia spalancate

Oggi è il giorno dove inizia il tuo libro

Il resto non è ancora scritto

Oh si, si Infrango le tradizioni, a volte le mie mete sono oltre i limiti

Con la condizione di non fare errori, ma non posso vivere così

 Stavo fissando la pagina Bianca primca che tu

Aprissi quella finestra sporca permettendo al sole

Di illuminare le parole che non riesci a trovare

Cercando di arrivare a qualcosa di distante

Così vicino che potresti quasi toccarlo

 Dai sfogo alle tue innovazioni

Senti la pioggia sulla tua pelle

Nessun altro può farlo per te

Solo tu puoi permetterlo

Nessun altro, nessun altro

Può dire le parole che escono dalle tue labbra

 Può infangarti con cose che non hai detto

 Vivi la tua vita con le braccia spalancate

Oggi è il giorno dove inizia il tuo libro

Cercando di arrivare a qualcosa di distante

 Così vicino che potresti quasi toccarlo

 Dai sfogo alle tue innovazioni

Senti la pioggia sulla tua pelle

Nessun altro può farlo per te

Solo tu puoi permetterlo

Nessun altro, nessun altro

 Può dire le parole che escono dalle tue labbra

Può infangarti con cose che non hai detto

Vivi la tua vita con le braccia spalancate

Oggi è il giorno dove inizia il tuo libro Il resto non è ancora scritto ù

Stavo fissando la pagina Bianca primca che tu

Aprissi quella finestra sporca permettendo al sole

Di illuminare le parole che non riesci a trovare

Cercando di arrivare a qualcosa di distante

Così vicino che potresti quasi toccarlo

Dai sfogo alle tue innovazioni

Senti la pioggia sulla tua pelle

Nessun altro può farlo per te

Solo tu puoi permetterlo

 Nessun altro, nessun altro

Può dire le parole che escono dalle tue labbra

Può infangarti con cose che non hai detto

Vivi la tua vita con le braccia spalancate

Oggi è il giorno dove inizia il tuo libro

Senti la pioggia sulla tua pelle

Nessun altro può farlo per te

Solo tu puoi permetterlo

Nessun altro, nessun altro

Può dire le parole che escono dalle tue labbra

Può infangarti con cose che non hai detto

Vivi la tua vita con le braccia spalancate

Oggi è il giorno dove inizia il tuo libro

Il resto non è ancora scritto

Il resto non è ancora scritto

Il resto non è ancora scritto

Oh si, si...

Natasha Bedingfield (lyrics)

I am unwritten, can't read my mind, i'm undefined i'm just beginning, the pen's in my hand, ending unplanned starring at the blank page before you open up the dirty window let the sun illuminate the words that you cannot find reaching for something in the distance so close you can almost taste it release your innovations feel the rain on your skin no one else can feel it for you only you can let it in no one else, no one else can speak the words on your lips drench yourself in words unspoken live your life with arms wide open today is where your book begins the rest is still unwritten oh, yeah, yeah i break tradition, sometimes my tries, are outside the lines within condition, to not make mistakes, but i can't live that way starring at the blank page before you open up the dirty window let the sun illuminate the words that you cannot find reaching for something in the distance so close you can almost taste it release your innovations feel the rain on your skin no one else can feel it for you only you can let it in no one else, no one else can speak the words on your lips drench yourself in words unspoken live your life with arms wide open today is where your book begins reaching for something in the distance so close you can almost taste it release your innovations feel the rain on your skin no one else can feel it for you only you can let it in no one else, no one else can speak the words on your lips drench yourself in words unspoken live your life with arms wide open today is where your book begins the rest is still unwritten starring at the blank page before you open up the dirty window let the sun illuminate the words that you cannot find reaching for something in the distance so close you can almost taste it release your innovations feel the rain on your skin no one else can feel it for you only you can let it in no one else, no one else can speak the words on your lips drench yourself in words unspoken live your life with arms wide open today is where your book begins feel the rain on your skin no one else can feel it for you only you can let it in no one else, no one else can speak the words on your lips drench yourself in words unspoken live your life with arms wide open today is where your book begins the rest is still unwritten the rest is still unwritten the rest is still unwritten oh, yeah, yeah

26 dicembre

GENOVA è....

 Genova è...

 l'aperitivo al Monumento, cOn la faccia abbrOnzata e l'espressiOne rilassata, dOpO una giOrnata passata in spiaggia, cOn le infraditO e i pantalOni di tela, una birra in manO cOn il sOle che accarezza lO specchiO di mare di Garibaldi davanti a nOi e che pOi lentamente scOmpare dietrO i mOnti. Alla fine incOntri sempre qualcunO che cOnOsci, anche quandO prOpriO nOn vOrresti vedere nessunO. A vOlte è persinO quasi impOssibile riuscire a raggiungere il bar ed altre vOlte invece aspetti che si faccia sera, sedutO sul murettO sempre, settimana dOpO settimana, nellO stessO pOstO.

GenOva è... nOi abitudinari, cOn i nOstri punti fermi, un pO' chiusi, un pO' intrOversi, un pO diffidenti... SembriamO subitO aperti e dispOnibili ma abbiamO in realtà un gran bisOgnO delle nOstre certezze e tutto ciO che nOn cOnOsciamO, almenO un pO', almenO all'iniziO, ci intimidisce. E rispettiamO gli spazi degli altri, nOn amiamO entrare a fOrza...

GenOva è... il vittimismO, abbiamO sempre la certezza di essere in creditO cOn la sOrte, di aver subitO un tOrtO, di aver OttenutO menO di quantO pensiamO di meritare.

GenOva è... nOi cOn gli scOOter, sempre, cOn qualunque tempO... quandO piOve, nelle nOstre cerate gialle, impavidi tra gli spruzzi sOllevati dagli autObus e le luci delle macchine in cOda. Ci infiliamO negli spazi, nelle piccOle strettOie degli ingOrghi ed arriviamO sempre là davanti, per primi al semafOrO. VentO, trafficO, sOle O piOggia, sappiamO che in un quartO d'Ora arriveremO... NOn sempre rispettiamO le regOle della strada, ma in fOndO esiste un cOdice nOn scrittO per quelli in mOtO, è cOncessO andare nelle corsie preferenziali degli autObus, superare a destra, pOsteggiare tra gli alberi e le macchine. E quandO siamO in scOOter OdiamO quelli in macchina che creanO sOlO casinO...

GenOva è... la città che quandO piOve si paralizza... le macchine in secOnda ed in terza fila delle mamme e dei papà davanti alle scuOle, gli ingOrghi del venerdì alle sei senza pOi alcun reale mOtivO. Le strade strette e ripide in cui guidiamO cOn disinvOltura, ci incrOciamO a pOchi millimetri cOn altre macchine senza il timOre di tOccarci e spessO senza neppure rallentare, cOme se Ormai il nOstrO OcchiO fOsse il più precisO degli ingegneri. Còn la patente presa qui nOn pOssiamO temere di guidare da nessuna altra parte. NOi che quandO siamO in macchina OdiamO quelli in scOOter che si prendOnO precedenze che nOn hannO e si infilanO in spazi trOppO stretti per nOn essere guardati cOn sOspettO...

GenOva è... le feste delle scuOle negli anni del liceO, le prevendite di 4000lire e i terribili PR che cOstringOnO a cOmprarle pur di Ottenere quell'OmaggiO in più da regalare alla fidanzatina. le discOteche che si riempiOnO sOlO quandO la scuOla è finita davverO, il Palace, l'EstOril, il MaddOx, il Jasmine..e che Ora ci hannO sOlO stufatO

GenOva è... la scalinata dell'inaccessibile D'Oria alle 12.45, quandO perfinO l'eterna rivalità cOl King e Cassini si spegne e si ritrOvanO tutti per decidere un pOmeriggiO che pOi è sempre lO stessO..

GenOva è... Santa Chiara, d'invernO, in macchina, le canne bucOliche e i discOrsi più assurdi; d'estate, all'aperitivO nel bar sOspesO sul mare O in quellO scOrciO di spiaggia a fiancO a prendere il sOle O a tentare un bagnO..

GenOva è... Villa LuxOrO e i suOi scogli.. GenOva è... Spianata CastellettO cOn le sue panchine e i turisti, mentre la città è lì sOttO che ascOlta, e tu cOn la granita in manO ti fermi sui muretti a guardare il tramOntO, che lì particOlarmente si rispecchia sui tetti d'ardesia dei carruggi creandO un riverberO come se stesse davverO sul mare.. GenOva è... la BeriO, simbOlO di tuttO ciO che nOn riguarda lO studiO, ma puntO di riferimentO per quei pOmeriggi invernali in cui a casa prOpriO nOn riesci a stare..

GenOva è... BOccadasse..il pOrticciOlO dei pescatOri in piena AlbarO e il ristOrante di Santa Chiara cOn il suO risOttO ai frutti di mare che almenO una vOlta nella vita devi aver mangiatO..

GenOva è... gli infiniti 18esimi in riviera e al MakO..

GenOva è... il COvO di nOrd-est, che rappresentava tuttO ciO per cui era bellO diventare adOlescenti e che ha chiusO trOppO prestO perché pOtessimO andarci senza dOver più inventare palle assurde ai genitOri.

GenOva è... la fOcaccia calda, prOfumata, mangiata alle 4 del mattinO in preda a fame-chimica dOpO una nOtte fuOri, Oppure all'intervallO a scuola O sugli scOgli quandO la scuOla decidi invece di saltarla... a casa a cOlaziOne il sabatO mattina nel caffè-latte, O quella cOn la cipOlla a pranzO, che nessunO mangia in cOmpagnia, ma che appena si è sOli se ne fa una scOrpacciata ...

GenOva è... la passeggiata di Nervi, bellissima... le sue ringhiere azzurre, le panchine; lunga e sOttile, cOstruita su misura tra gli scOgli sembra sia stata eretta per vOlOntà degli stessi di cullarci da vicinO cOl lOrO cOntinuO frangersi tra le Onde.incOntri gente che cOrre, famiglie cOn il passegginO, fidanzati manO nella manO ed anziani che leggOnO il giOrnale, senegalesi che vendOnO le sOlite imitaziOni di bOrse ed Occhiali firmati. PuOi vedere tutta la cOsta e là sOttO, il mare, è particOlarmente blu.. ...e ancOra quella di COrsO Italia, il lungOmare per eccellenza, cOi suOi stabilimenti Organizzati in tuttO tranne che per il mare e le villette e i bei cOndOmini per cui si ha sempre da criticare e mai da apprezzare.. la passeggiata dOve è impOssibile andare in girO le dOmeniche di maggiO cOi suOi mercatini imprOvvisati mentre è bellissima e misteriOsa d'invernO, quandO i sOli Ospiti sOnO i temerari cOrridOri delle 6 cOl walkman in manO..

GenOva è... la festa dellO Yacht Club il terzO sabatO di Dicembre, un'istituziOne a cui nOn si puO rinunciare nOnOstante le mille liti per trOvare quell'invitO.. GenOva è... i carruggi, piccOli, stretti, ma vivi, che cOnservanO gelOsamente gli schiamazzi della giOrnata per disperderli la nOtte e nOn farci mai sentire trOppO sOli, ci regalanO un pO' di respirO nelle calde serate estive e ci riparanO dal ventO in invernO.. ..i suoi impOnenti e sOffOcati palazzi seicenteschi, che sOnO lì a racchiuderti cOn la lOrO magnificenza e la lOrO stOria, quasi la vOlesserO raccOntare per nOn mandarti più via.. ..e i suOi negOzi, un'pO nascOsti, un'pO vintage.

GenOva è... bellissima anche d'invernO, quandO le immagini in televisiOne mOstranO la nebbia e la neve e nOi ci affacciamO alla finestra cOn il termOmetrO a 8 gradi e pensiamO "che freddO!" e sOlO le spiaggie si tingOnO di quel grigiOlettO di salsedine che le custOdisce gelOsamente finO a primavera...

GenOva è... la COrsica vista nelle giOrnate più limpide...

GenOva è... i mille baretti degli aperitivi, quelli dOve pOrti la ragazza O l'amicO per una chiacchierata e che rimangOnO prOprietà privata sOlO di vOi due, cOme il Grigua, il BarbarOssa, l'Art cafè, lO ScassadiavOli, quellO da pOrta sOprana che ancOra nOn hO capitO cOme si chiama..

GenOva è... la sOpraelevata, antiestetica per alcuni, scOmOda e da tirare giù per altri... ma quandO tOrniamO dOpO giOrni passati fuOri, lei è sempre lì ad accOglierci, cOme se ci stendesse il suO tappetO e ci intrOducesse di nuOvO nella nOstra vita ed è cOme se ci parlasse, mOstrandOci i traghetti della Tirrenia, le navi da crOciera della cOmpagnia che nOn è ancOra fallita, l'ExpO ed il BigO e dall'altra parte, quasi un altrO angOlO di mOndO, i palazzi sulle alture, Principe, il Miramare, SOttOripa, via Gramsci e via Prè... GenOva è... un derby perenne, nelle parOle, nei bar, nei campetti e nell'OrgOgliO di mOstrare i prOpri cOlOri, le sciarpe di lana d'invernO, le magliette d'estate, gli adesivi sui caschi ed una vOlta i bOllini sulle targhe.. GenOva è... un'emOzione quelle rare vOlte in cui cade la neve... il MOnte Fasce che nOn sembra più nemmenO lui, le spiagge degli stabilimenti di COrsO Italia imbiancate ed i bambini e fOrse ancOr di più gli adulti che giOcanO cme fOsserO in mOntagna...

GenOva è... BOgliascO, Pieve e SOri... dOve si cOnOscOnO tutti e puOi ancOra trOvare il piccOlO Alimentari ed il DrOghiere...

GenOva è... il piacere delle trattOrie, i tavOli di legnO e le brOcche di vinO della casa, da Maria O da UgO e Uga, le trOfie al pestO ed i pansOti al sugO di nOce, i menù su semplici fOgli di carta e la sOddisfazione sul visO quandO esci...

GenOva è... le fOcaccette al fOrmaggiO in passeggiata a ReccO, quella fOcaccia che tutta l'Italia ha prOvatO ad imitare e di sicurO l'unica cOsa per cui vale ancOra la pena andare fin là..

GenOva è... la sagra della Nutella, che a metà maggiO ci ricOrdava che l'estate era alle pOrte..

GenOva è... i sabati pOmeriggiO passati tra spinnaker, bOx86, melville e ghiglinO a cercare quel particOlare paiO di scarpe che hai vistO una vOlta in girO e ti chiedi se fOrse nOn fOsse sOlO un sOgnO..

GenOva è... i sensi delle strade cambiati Ogni sei mesi, le buche nell'asfaltO cOperte sOlO dOpO che è caduto qualcunO, i perenni lavOri e le pezze messe a cOprire ancOra più pericOlOse dei buchi.

GenOva è... il Righi di sera, dentrO la macchina a cercare un pO' di intimità...

GenOva è... trOppO stretta per le nOstre ambiziOni, trOppO antica, siamO cOntenti di pOter andare via appena pOssibile ma già al di là dei GiOvi ci sentiamO smarriti, cOme se ci avesserO tOltO di nOtte, all'imprOvvisO, la nOstra calda e sicura cOperta, ci manca il mare, ci manca la sua riservatezza e nOn vediamO l'Ora di pOter tOrnare.

GenOva è... il dialettO che Ormai in pOchissimi parlanO... ma che quasi tutti capiscOnO.

GenOva è... l'Aurelia cOn il sOle in faccia e il ventO caldO quandO la percOrri in mOtO d'estate, cOi riflessi del mare, le barche a vela, gli alberi fiOriti e la serenità negli Occhi.

GenOva è... il pOmeriggiO al mare dOve i tuOi amici ti chiedOnO di andare a prendere la fOcaccia cOn la nutella x tutti, dOve tu e l'altro cOl motOrinO vi mettete i sundek e una maglietta e partite.

 GenOva è... la fiera di Sant'Agata, i banchetti di BrignOle a Natale, i fuOchi di San GiOvanni il 24 giugnO e quelli di ReccO a settembre..

 GenOva è... la mareggiata a nOvembre, cOl suO ventO di libecciO che pOrta la sabbia d'Africa e che per un giOrnO trasfOrma la città in una fOrtezza rOssa..

GenOva... sOnO le canzOni di De Andrè che tutti cOnOsciamO cantiamO e delle quali siamO un pO' gelOsi

GenOva è... girare senza una meta,per il purO gustO di inserire una marcia,sentire quella musica percOrrere quella strada,cercare l'autOgrill quandO nOn si ha niente da fare O vedere le stelle quandO ci sentiamO in vena di sOgnare,O semplicemente per stare cOn gli amici finO a quandO il sOle nOn spunta dal mare

GenOva... siamO nOi cOn quella faccia un pO' cOsì quell'espressiOne un pO' cOsì,cOn il nOstrO accentO e il nOstrO belin.

Le nuvOle e il tramOntO, che ai primi di settembre è ad Ogni crepuscOlO un'emOzione per i suOi cOlOri che dal rOsa candidO mutanO in un aranciOne sempre più bagnatO dalla nOtte..

16 dicembre

Lentamente muore

muore Lentamente muore

chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,

 proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza,

per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,

chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

 Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

 (P. Neruda)

27 febbraio

Se avessi un pezzo di vita

 Se avessi un pezzo di vita

Il saluto di Gabriel García 

 ritiratosi dalla vita pubblica per ragioni di salute, ha inviato una lettera di congedo ai suoi amici...

"Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma sicuramente penserei molto a quello che dico.

 Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano. Dormirei poco, sognerei di piu'; capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.

Mi attiverei quando gli altri si fermano, e mi sveglierei quando gli altri si addormentano. Ascolterei quando gli altri parlano e mi godrei un buon gelato di cioccolata. Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei in maniera semplice, mi sdraierei beato al sole, lasciando allo scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima.

 Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l'uscita del sole. Dipingerei sulle stelle un sogno di Van Gogh, una poesia di Benedetti, e una canzone di Serrat; sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e l'incarnato bacio dei loro petali...

Dio mio, se avessi un pezzo di vita... non lascerei passare un solo giorno senza ricordare alla gente che le voglio bene, che l'amo.

Convincerei ogni donna e ogni uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell'amore. Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano nel pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchia, senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi.

Ad un bambino darei delle ali, ma lascerei che impari a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, uomini...

Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicita' e' nella maniera di salire la scarpata.

Ho imparato che quando un neonato prende col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, l'ha afferrato per sempre.

 Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall'alto, soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.

 Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, anche se piu' di tanto non mi serviranno, perche' quando leggerete questa lettera purtroppo staro' morendo.

Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi.

 Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.

Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.

Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora.

Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi "ti amo" e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.

Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò.

Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.

Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli "mi spiace", "perdonami", "per favore", "grazie" e tutte le parole d’amore che conosci. Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto li ami".

Gabriel García Márquez